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15 marzo – giornata nazionale sui disturbi del comportamento alimentare
COSA SONO I DCA?
I Disturbi del comportamento alimentare, anche detti DCA o DNA, sono dei disturbi psichiatrici, classificati nel DMS-5 come un gruppo di patologie del comportamento alimentare. Sono caratterizzate da un persistente disturbo dell’alimentazione o da comportamenti collegati con l’alimentazione che determinano un alterato consumo o assorbimento di cibo e che danneggiano significativamente la salute fisica e il funzionamento psicosociale(Fonte: Ministero della salute). Tra queste le più conosciute sono:
- Anoressia nervosa
- Bulimia nervosa
- Disturbo dell’alimentazione incontrollata
Ma vi sono anche:
- Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione del cibo
- Pica
- Disturbo da ruminazione
Negli ultimi anni, come riportato da SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza), sono inoltre aumentati altri disturbi alimentari, che partono da una base salutista e si trasformano in malattia come l’ortoressia e la vigoressia, compromettendo la vita sociale e il benessere personale dell’individuo. Riportano inoltre come vi sia un aumento, già nell’adolescenza, di comportamenti disfunzionali quali Drunkoressia o night eating syndrome. Si aggiungono ovviamente anche il sovrappeso e l’obesità, che risultano in crescita negli ultimi anni, portando anch’essi a volte a disturbi psicologici di varia natura.
DIFFUSIONE E SVILUPPO NEL MONDO E IN ITALIA
Si evidenzia un aumento di questi disturbi, con un totale di oltre 55 milioni di persone in tutto il mondo, di cui 3 milioni in Italia (ca il 5% della popolazione). Di questi si nota come la maggioranza dei pazienti affetti da anoressia o bulimia sia di genere femminile (8-10%) contro la parte maschile (0,5-1%), secondo dati recenti dell’osservatorio ABA e ISTAT. Dati confermati da una ricerca a cura dell’Istituto Superiore di Sanità, ove si evidenzia come il 90% dei pazienti afferenti a centri dedicati in Italia sia di genere femminile, contro il 10% di genere maschile, inoltre il 59% dei casi presenta tra i 13 e i 25 anni, mentre il 6% ha meno di 12 anni.
Le diagnosi maggiori dei casi analizzati riportano come diagnosi anoressia nervosa (42,3%), bulimia nervosa (18,2%) e disturbo di binge eating (14,6%).
Le cause che portano alla generazione di questo tipo di disturbi sono di natura multifattoriale, legate a predisposizioni genetiche, cause ambientali e sociali, fattori psicologici individuali.
CARATTERISTICHE DEI PRINCIPALI DCA
Si parla di Anoressia Nervosa in riferimento a quel disturbo per il quale vi è un’intensa paura di ingrassare e persiste un alterata relazione con il corpo, che causa interventi finalizzati ad evitare l’aumento di peso come l’eccessiva attività fisica o una riduzione dell’apporto calorici. Nel caso di anoressia purging, questi comportamenti vengono accompagnati o sostituiti da episodi di vomito autoindotto. A livello emotivo vi è una focalizzazione del pensiero sul cibo, sul peso, sull’aspetto del proprio corpo, accompagnato da emozioni negative come vergogna o colpa.
La Bulimia Nervosa si caratterizza invece per la presenza di grandi introiti calorici, e in seguito dei quali il soggetto si induce il vomito o attua altri comportamenti finalizzati a ridurre o annullare l’apporto calorico precedentemente introdotto. Questa patologia si caratterizza per un’incontrollata necessità di alimentarsi eccessivamente, seguita da senso di colpa per l’atto appena compiuto e il tentativo di rimediare ad esso, attuando comportamenti finalizzati appunto all’eliminazioni o alla riduzione dell’apporto calorico assunto come il vomito autoindotto, il digiuno, eccessivo esercizio fisico, uso di lassativi non controllato ecc. Al pari dell’anoressia, le emozioni sono negative e i comportamenti alimentari sono legati a un’insoddisfazione corporea, in questo caso il focus però è maggiormente centrato sul controllo delle forme del corpo, rispetto al solo aumento di peso.
Il Binge Eating Disorder si caratterizza, come la bulimia, dalla presenza di abbuffate, ma in assenza di comportamenti compensatori, elemento che determina aumento di peso e rischi legati al sovrappeso e all’obesità. Si riporta inoltre come questo disturbo alimentare risulti essere più frequente negli uomini, spesso legato a elementi quali scarsa autostima, depressione e difficoltà nella gestione emotiva.
Ogni giorno, chi soffre di un disturbo alimentare, affronta battaglie invisibili e silenziose, in lotta con il cibo, con i propri pensieri ed emozioni, con l’immagine di sé riflessa allo specchio.
Chi soffre di DCA può…
- Evitare di viaggiare o di dormire fuori casa per paura di non poter controllare la propria dieta.
- Riguardare continuamente vecchie foto per capire se il proprio corpo è cambiato.
- Allontanarsi da amici e familiari perché “non possono capire” cosa si sta vivendo.
- Evitare momenti di intimità con il/la partner perché ci si sente a disagio con il proprio corpo.
- Provare emozioni dolorose (es. senso di colpa, vergogna) quando qualcuno fa un commento sul cibo o sull’aspetto fisico.
- Controllare il peso ogni giorno (o più volte al giorno) e sentire che quel numero decide il valore che ha.
Un intervento specialistico di tipo psicologico permette di comprendere le cause profonde del DCA, prendendosi cura della sofferenza emotiva della persona e aiutandola a sviluppare strategie per gestire l’ansia e le emozioni senza ricorrere al controllo alimentare. L’obiettivo non è solo cambiare il comportamento legato all’alimentazione ma costruire un rapporto più sereno con sé stessi.
DIAGNOSI E CURA
Superare un disturbo alimentare non è solo questione di volontà, ma richiede un supporto professionale. Curare un DCA richiede un lavoro di squadra.
La diagnosi di DCA deve essere svolta da un professionista medico, mentre il trattamento maggiormente efficace prevede un approccio multidisciplinare per il soggetto, con la collaborazione tra diverse figure professionali quali:
- Psicologi e psicoterapeuti → aiutano a comprendere le cause psicologiche profonde e a lavorare sulla gestione emotiva del disturbo alimentare.
- Psichiatri → intervengono quando è necessario un supporto farmacologico.
- Dietisti e nutrizionisti specializzati → aiutano a ristabilire un rapporto sano con il cibo.
- Medici e specialisti (endocrinologi, gastroenterologi, ecc.) → monitorano gli effetti fisici del DCA.
È inoltre indispensabile un idoneo supporto di natura familiare e sociale, che permette di riconoscere precocemente segni e sintomi della malattia, in modo da porter intervenire in modo idoneo rapidamente, e garantire il supporto durante le fasi di riabilitazione previste per la cura del disturbo. Spesso la cura dei DCA non si limita a un approccio domiciliare, anzi, in accordo alla gravità possono essere indicati dei trattamenti che vanno da un livello ambulatoria ad approcci semi-residenziali o residenziali.
I trattamenti ad oggi utilizzati prevedono una forte componente psicoterapica, legata ovviamente a appositi e idonei interventi alimentari con il supporto di personale specializzato. È indispensabile far notare come i trattamenti devono essere creati e modellati sul soggetto, accettabili dallo stesso e dalle famiglie e contesto sociale di supporto, in particolare la famiglia è indispensabile nel caso di interventi su minori. Inoltre, difficilmente sarà possibile ottenere dei risultati in assenza di adeguata motivazione e comprensione da parte del soggetto del disturbo di cui è affetto.
Non bisogna fare delle diete stressanti oppure stare ogni giorno in palestra, ma devi avere più consapevolezza su ciò che stai facendo, facendo scelte alimentari che ti possano aiutare a capire cosa il tuo corpo necessita. L’attività di educazione nutrizionale è fondamentale per aiutare a capire l’influenza del cibo sul benessere fisico ed emotivo di ognuno di noi, sfidando le convinzioni errate date dalla cultura della dieta fin dalla tenera età, creando una percezione distorta nei confronti del cibo.
IN CONCLUSIONE
I DCA sono dei disturbi legati all’alimentazione, che hanno riscontrato un notevole aumento negli ultimi anni. Questi disturbi colpiscono sempre di più in ambito giovanile, in modalità diverse, con un’incidenza maggiore nel genere femminile rispetto a quello maschile. La diagnosi e la cura di questi disturbi sono legate a un approccio multidisciplinare, centralizzato sul paziente e sull’ambiente sociale a familiare che lo accompagna.
BIBLIOGRAFIA:
- Manuale Statistico Diagnostico dei Disturbi Mentali (DSM-5) dell’American Psychiatric Association;
- SINPIA, 15/03/2024, Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla contro i Disturbi del Comportamento Alimentare: DISTURBI DELLA NUTRIZIONE E ALIMENTAZIONE, I NEUROPSICHIATRI INFANTILI (SINPIA): “ATTUARE STRATEGIE PREVENTIVE SU EDUCAZIONE ALIMENTARE E PROMOZIONE SALUTE PSICHICA DEI RAGAZZI”
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- Dalle Grave, R. (2016). Come vincere i disturbi dell’alimentazione. Un programma basato sulla terapia cognitivo comportamentale.
Autori dell’articolo: Dott.ssa Claudia Schibuola (psicologa), Dott. Gianmarco Querin (nutrizionista), Dott. Tonon Roberto (infermiere).